STUDI SVEDESI

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Studi svedesi (Università di Lund) e americani dimostrano che per salvare il pianeta non bisogna figliare più. Hanno infatti dimostrato che ogni figlio non nato riduce le emissioni di CO2 di 58 tonnellate l’anno, calcolo basato sul principio di ereditarietà del carbonio, cioè ogni genitore è responsabile delle emissioni prodotte dai figli e dai suoi discendenti. I ricercatori la svedese Kimberley Nicholas e il canadese Seth Wynes sostengono che per ridurre il riscaldamento del pianeta bisognerebbe procreare meno, rinunciare all’auto e all’aereo e diventare vegetariani ma il blocco demografico è al primo posto per importanza. Deduco che l’uomo è dannoso in quanto esiste e figuriamoci se poi pensa! Infatti questi pensieri vengono fuori da menti umane analoghe a quella di Thomas Robert Malthus che giustificava la guerra come regolatore demografico. Già l’uomo occidentale ha una miriade di problemi da affrontare nel suo vivere quotidiano e per il quale la scarsa procreatività va da sé con quel che impegna la progenie in termini socioeconomici e non certo per inconcepibile scelta etico ambientalista. Non fosse altro che già gli spermatozoi si sono autoridotti (sono scesi del 60%!!) per gli interferenti ormonali oramai diffusissimi come nelle plastiche e quelli che ci sono hanno la tessera della Camusso e spesso sono in strike o molto lenti nel muoversi. Ma come si può impegnare tempo, energia e denaro per scoprire che l’acqua bolle a 100°? E’ chiaro anche al più imbelle e improvvido aggregato neuronico che i motori inquinano specie se di grande potenza come quelli di navi e aerei ma come si fa a ridurne l’uso? Certo possiamo avere meno bisogno del petrolio con l’auto elettrica ma per l’aereo elettrico ho qualche dubbio. Allora decideremo chi debba volare o prendere il tram? Si è fatto un gran parlare a sproposito della carne che farebbe male sia all’ambiente che al nostro organismo per gli allevamenti intensivi e per la sua presunta cancerogenicità dato l’alto contenuto di sostanza chimiche introdotte negli animali ma vogliamo parlare dell’agricoltura intensiva a base di potenti pesticidi e diserbanti che forniscono vegetali non tanto così salutari. E qualche studio (Mauro Balboni “Il pianeta mangiato”) scientifico elenca dati sorprendenti della più grande responsabilità dell’agricoltura sull’ inquinamento ambientale. Chi lo dice alla grande popolazione afroasiatica di figliare meno perché ci stiamo sfiatando? Certo la Cina per contenere l’incremento demografico ha prodotto qualche centinaio di milioni di aborti e in certi paesi asiatici di pratica la vasectomia allo scopo. Ma non si potrebbe cercare di proporre soluzioni ai problemi più che continuare ad elencarne la multifattorialità causale?

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