TASK FORCES

Siamo ancora in piena emergenza sociale politica ed economica che un piccolo virus verosimilmente maldestramente manipolato in quel di Wuhan, a detta del Premio Nobel Luc Montagnier, ha portato alla ribalta senza mezze misure, senza dare adito a opinabili e soggettive interpretazioni. Una vera emergenza decretata non dal pericolo pandemico ma dalla totale inefficienza, incapacità dei nostri governanti come si evince dalle raffazzonate decisioni che solo in parte sono dovute all’imprevedibilità del fenomeno, in gran parte ad una infrastruttura organizzativa e ad un linguaggio obsoleti che non sono più all’altezza del mondo trasparente e globalizzato. Da semplice cittadino italiano mi chiedo: abbiamo una democrazia parlamentare con circa mille fra deputati e senatori, abbiamo uno stuolo di ministri, sottosegretari ed apparati burocratici dei vari ministeri, presidenza del Consiglio e della Repubblica con costi ben più elevati dei benefici prodotti, un alto debito pubblico, un’economia da anni alle corde, che bisogno c’era di nominare circa 450 esperti in varie commissioni ministeriali, denominate “Task Forces” a mò delle forze di emergenza militari, per aiutare il lavoro dei ministri stessi, con ulteriore aggravio di spese? Task forces che non hanno un ruolo preciso in quanto non inquadrate nella Pubblica Amministrazione e come referente hanno solo chi ha deciso che fossero a loro fianco per parare le terga. Col pericolo che corrono quelli che vanno sotto la definizione di “gente in gamba” per poi “macinarli” come successo a Corrado Passera, Carlo Cottarelli, Andrea Guerra. Non solo, ma queste compagini di cosiddetti “esperti” dovrebbero decidere quali misure adottare in quella che viene definita “Fase 2” ossia la fase della ripresa economica e produttiva dopo l’angusto “lockdown” che le aveva bloccate. Ci dovremmo aspettare quindi che le loro decisioni siano indiscutibili e super partes ed allora a cosa servono ministri e sottosegretari se non sono in grado di far fronte nemmeno ad una riprogrammazione per la ripartenza? E qui sorge un altro problema. Chi sarà poi responsabile della decisione presa, qualora questa non abbia dato frutti sperati e magari abbia prodotto qualche danno? Degli esperti o del ministro che li ha nominati? Così l’enigma si complica perché questi esperti saranno attentamente “osservati” dai politici al loro fianco nominati anch’essi per controllarli cosicché se il risultato è buono il politico di turno lo farà suo e se è non adeguato la colpa sarà delle commissioni i cui esponenti hanno fatto già sapere che vogliono essere “scudati” legalmente visto che sono nel “cul de sac” finale. Scelta più che mai plausibile vista la pesante aura “manettara” che aleggia nel nostro Paese con una Magistratura che, diversamente dalle altre attività produttive, è sempre stata sul pezzo h24. Ne sanno qualcosa i medici ed operatori sanitari che se non sono morti per inadeguatezza governativa nel fornire loro i necessari ed indispensabili Dpi saranno costretti ad affrontare processi per le morti da Covid non chiare nonostante essi stessi vittime di decisioni politiche molto arbitrarie ed inopportune come il trasferimento di contagiati non meritevoli di terapia intensiva dagli ospedali nelle RSA dove esiste quella fetta di età più suscettibile di rimetterci le penne e dove non sono state predisposte quelle misure di separazione fra anziani e contagiati, con operatori sanitari che passavano tranquillamente da un settore all’altro senza Dpi. Tutti vogliono essere “scudati” legalmente, ma se mi sembra giusto per i medici che hanno operato in prima linea rimettendoci la vita, con un’organizzazione sanitaria e di ricerca a detta di tutti impoverita drammaticamente negli anni, e sotto pressione dallo sciacallaggio assicurativo risarcitorio in auge oggi nel web, non si comprende per quale motivo i politici e gli esperti debbano godere di una protezione legale dato che al momento nessuno ha pagato con la vita tranne qualche sindaco vicino alla gente e non sono mai stati in trincea tranne per qualche evento, ma di pura propaganda politica, come l’hashtag “abbracciamo un cinese” o “Milano non si ferma” o “mangiamo cinese gli involtini primavera”. Ma in Italia ove imperversa il “Saviano-pensiero” bisogna sempre dare la caccia al colpevole di turno specie nella sfera “sovranista” perché qui si annida la colpa mentre negli altri casi del tutto analoghi dei governi giallo-rossi si può invocare il “Fato”. Un sistema perfetto che ha come base la “Costituzione più bella del mondo” per dirla alla Benigni ma che in effetti produce uno degli effetti peggiori che l’execution democratica produce: la completa e totale deresponsabilizzazione dell’amministratore pubblico! Nessuno è penalmente perseguibile per le proprie decisioni, dello spreco di denaro pubblico altrimenti non si capisce come abbiamo fatto negli anni ad indebitarci così tanto se abbiamo tre organismi di controllo della spesa pubblica: Ministero delle finanze, Corte dei Conti e Ragioneria dello Stato! Altrimenti che dire delle commesse per le mascherine con Zingaretti che butta i soldi per il loro acquisto da aziende che non hanno offerto alcuna garanzia, che fanno da intermediario e che ritardano a consegnarle (ferme a Shangai perché ovviamente provenienti dalla Cina) ma nel contempo non ha i denari da dedicare ai tamponi? Ma tanto per entrare con improvvida ottimistica fiducia nel dettaglio della composizione di queste “Forze speciali” e fare l’elenco del plotone di consulenti schierato da Palazzo Chigi ci atteniamo allo sforzo compiuto da “Il Sole 24ore” ove il giornale già si accorge del caos fra le diverse task force che si faranno ombra a vicenda e con scarsa possibilità di una dialettica inter-forces. Allora 8 consulenti per il Ministero della Salute, 15 per il Comitato tecnico-scientifico della Protezione Civile, 20 per la “Fase 2” di Colao che dovranno decidere se si è usciti dall’emergenza e se si può tornare ad una vita normale, 40 per la Cabina di regìa governo, enti locali e parti sociali del ministro Boccia, più 8 per la fase 2, 100 per il Ministero dell’istruzione (qui si capisce il numero copioso data la profonda inadeguatezza di un ministro simile in questo campo, peraltro ampiamente disastrato negli anni, come anche peggio dell’organizzazione sanitaria, in quanto l’istruzione ed il conseguente pensiero “attivo” sono i più grandi ostacoli alla pervasione diffusiva del pensiero unico), più 15 per il dopo emergenza, 35 al Ministero dell’Economia a protezione della liquidità del sistema bancario, 9 per accesso alle imprese “green” del Ministero dell’Ambiente, 40 per il Ministero della Giustizia particolarmente dediti alla questione carceri, 76 per vigilare sui dati al Ministero per l’Innovazione, 13 al Ministero per la famiglia alla difesa delle “Donne per un nuovo Rinascimento”, 11 al sottosegretario per l’Editoria per la lotta alle fake news, 40 ingaggiati dal Commissario per l’Emergenza Domenico Arcuri, ed altri ancora per Boccia, Bonafede e Speranza come non ne avessero già abbastanza. Ma tutti gli esperti hanno una base comune, burocrati, portaborse, esponenti del mondo bancario e del mondo sanitario e della ricerca: l’adesione all’ideologia dello “stato etico” che tutto provvede perché il cittadino non scelga di testa propria! La politica, si sa, non nomina secondo criteri meritocratici, ma secondo criteri di fedeltà. Tutto questo come prova evidente della incapacità dei nostri governanti che, abilissimi nel chiudere le porte, non hanno avuto l’accortezza di tenersi le chiavi per riaprirle. Perché temono, quelli che oggi sono al timone, che la riapertura svelerà senza sconti quanti resteranno senza lavoro perché lo hanno perso o per l’impossibilità di rialzare la saracinesca per un futuro incerto ed un gravoso pregresso da solvere. Perché oltre a tutti i suoi bizantinismi vari (vedere la favola del Mes), i suoi Dpcm che a detta del costituzionalista Sabino Cassese sono “fuorilegge” ed incostituzionali, e gli andirivieni decisionali, il presidente del Consiglio ha ribadito di aver messo a disposizione delle imprese circa 400 miliardi. Vero? No! Perché il denaro in ordine a 25.000 euro, credito garantito dallo Stato, viene erogato tramite sistema bancario solo per aziende che hanno un pregresso fatturato di almeno 100.000 euro e non segnalate alla lista “di rischio” e superiore di almeno il 10% del fido già concesso dalla propria banca ma che dovrebbe essere annullato perché trattenuto dalla banca erogatrice a propria garanzia e con tasso di interesse medio che appare molto elevato se ai 25.000 erogati si tolgono ad esempio i 20.000 euro di fido e con spese di commissioni crescenti a carico sempre dell’imprenditore. Quindi ha più senso di parlare di “salva-banche” che di “salva-imprese”! Per non parlare delle piccole imprese artigianali che vivacchiano, non posso fornire alcuna garanzia e non vedranno un solo centesimo, faranno più fortuna ai semafori. Oggi nel limbo ma un domani, molto prossimo, in un poderoso girone infernale ove satanasso si divertirà a torturare, infilzare e bruciare tutti gli incapaci! In un articolo di Angelo Panebianco (lo stesso impedito di tenere lezione all’Università di Bologna dai “Collettivi studenteschi”) sul “Corriere” il professore non usa mezzi termini e mi trova perfettamente d’accordo. Riflette infatti sul pregresso storico dopo la 2° Guerra Mondiale quando i paesi sconfitti, Germania, Giappone e Italia conobbero uno sviluppo economico maggiore dei vincitori secondo l’ ”effetto Fenice” la mitica creatura che risorge dalle proprie ceneri. Ma nel nostro caso sono almeno 4 le forze che potrebbero bloccare la rinascita del Paese. In primis lo “spirito di fazione” che non può essere facilmente sconfitto come decretato dalla necessaria unione di intenti fra maggioranza e opposizione mai resa possibile, sempre preferibile la ressa fra guelfi e ghibellini o fra milanisti e interisti; la seconda è la “tentazione statalista” come apparso col decreto liquidità pieno di trappole a favore delle banche e dello Stato, gli antifascisti che vogliono ricostruire la fascistissima IRI o tassare la proprietà per colpire i ceti medi; terzo grande ostacolo è la “burocrazia”, siamo oppressi da una caterva di norme che impediscono in tempi ragionevoli ogni possibile innovazione con un’amministrazione efficientissima nell’imbrigliare ogni mossa; da ultimo il “panpenalismo”, il continuo ricorso al diritto penale in ambito economico e sociale con una Magistratura inquirente che, come taluni scienziati, fanno più danni che bene. Ed il professore immagina cosa succederebbe oggi col piano Marshall di allora: tutte la grandi opere bloccate! Come dargli torto? Ma gli incapaci non solo di italica sponda ma fanno parte anche di organizzazioni internazionali (frutti del dopoguerra ma speriamo oggi più che discutibili se non del tutto inutili) come l’ONU con i suoi tentacoli a partire dall’OMS o WHO che dir si voglia. Quest’ultima ha a capo l’etiope Tedros Gebreyesus che gode di una grande partnership economica col regno del Dragone ed ovviamente ha tenuto in segreto per settimane minimizzando quel che stava accadendo in Cina favorendo così il contagio in altri paesi del mondo a configurare l’evento pandemico, addirittura elogiando la ricerca cinese nell’aver isolato il virus quando loro stessi sono stati a manipolarlo e ad eseguire forte repressione verso chi lanciava l’allarme come il governo di Taiwan (cui è stato impedito di far parte del WTO) e affermando che non ci sono prove di trasmissione virale interumana. Lo stesso governo cinese, che lo ha voluto a capo del WHO, si è opposto a che lui diffondesse l’allarme pandemia e ad invocare di non interrompere i voli con la Cina; e questo personaggio è stato molto abile quand’era ministro della salute in Etiopia a nascondere ben tre epidemie di colera ma stavolta l’estrema contagiosità non gli ha dato scampo. Peraltro ha ammesso che gli asintomatici non trasmettono il virus (falso) e questo ha contribuito alla enorme diffusione del contagio. Col nostro “esperto OMS” tale Walter Ricciardi che ribadiva, vatti a fidare, che solo i sintomatici che peraltro sono stati in zone dove sono sorti i focolai sono contagiosi. Ciò che invece aveva ben compreso il Dr. Crisanti che, nominato consulente di Zaia, ha salvato il Veneto dalla grande diffusione grazie ai tamponi anche agli asintomatici riconosciuti (Lancet) come responsabili del 79% delle infezioni. Ma al 6 aprile la WHO continua a non considerare utile l’impiego delle mascherine per tutti. Ed il presidente USA il 15 aprile blocca i fondi per la WHO per aver fallito il suo compito primario e deve risponderne. Come l’organizzazione internazionale per i diritti umani al cui comando vi sono esponenti del mondo arabo che considerano le donne senza alcun diritto. Queste organizzazioni mondiali non hanno decretato alcun progresso dell’umanità ma solo interessi di parte degli egoismi nazionali con tutte le zone povere del mondo ancora povere, derubate e schiavizzate da un inemendabile e feroce duraturo colonialismo!
Pescara li 20-4-2020 F.to Arcadio Damiani

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