John Fante Festival, torna Damian Fante

Torna in Abruzzo Damian Fante con la famiglia

A TORRICELLA PELIGNA, il 21 agosto 2025, torna in Abruzzo Damian Fante, nipote dello scrittore italoamericano John Fante, partecipando alla 20esima edizione festival.
Arriva nel paese d’origine della famiglia insieme alla moglie, ai tre figli, al padre Jim e alla zia Victoria, fratelli di John, presenti con continuità.
Per Damian si tratta di un ritorno dopo diciannove anni che, tuttavia, quest’anno assume un significato ancora più profondo per storia, memoria familiare e comunità.
Racconta all’ANSA: quando sono a Torricella Peligna penso agli emigrati italiani, coraggiosi, forti, sognatori; certamente più di me, perché loro ignoravano tutto, mentre io sapevo.

Dalla California alla Toscana: motivazioni

Dopo pochi mesi, infatti, ha lasciato la California per trasferirsi in Toscana con la famiglia, scegliendo un ritmo più lento, autentico, sostenibile e profondamente umano.
Dichiara di aver scelto l’Italia per qualità della vita, equilibrio migliore tra lavoro e famiglia, cultura, cibo, offrendo consapevolmente tutto questo ai propri figli oggi.
Paragona la California a una bolla, un pacco di biscotti perfettamente confezionato: costo della vita altissimo, servono guadagni enormi per permettersi uno stile basilare lì.
In Italia, invece, nota come gli italiani sdrammatizzino, non si prendano sul serio e coltivino amicizie naturalmente, tra aperitivi e convivialità; era nuovo, abbiamo sperimentato.

Scelta consapevole, radici e appartenenza

Così, lo scorso dicembre, ha completato il trasferimento in Toscana, dove gli sembra di essere a casa, tra paesaggi familiari, comunità accoglienti e quotidianità riconoscibile.
Oggi, a distanza di alcuni mesi, tira le somme e conferma la scelta azzeccata: qui sente di vivere la vita, con pienezza, equilibrio e serenità.
Ha maturato questa decisione consapevolmente a quarant’anni, dopo viaggi esplorativi in Italia e in Europa, misurando opportunità, aspettative, desideri familiari e nuove prospettive professionali personali.
Infine, lo guidano radici e appartenenza che ogni anno il Festival dedicato allo zio riaccende tra le montagne abruzzesi, alimentando memoria, legami culturali e identità.

La Redazione de La Dolce Vita
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