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Total Hybrid Swimming

Nel corpo umano sono presenti 327 muscoli classificati come scheletrici (tramite tendini sono collegati alle ossa e svolgono una funzione motoria): questo numero va però raddoppiato dal momento che ciascuno di essi è presente in entrambi i lati del corpo. Per completare la nozione a questi vanno aggiunti i due muscoli impari del corpo umano: il diaframma (o muscolo respiratorio) che separa la cavità addominale da quella toracica e il pelvico, che riveste il bacino. Il numero diventa molto più elevato se ai muscoli scheletrici aggiungiamo i piccoli muscoli situati nel dorso, a livello delle vertebre, che compongono il muscolo erettore della colonna vertebrale (sono circa un centinaio).

Questi muscoli spesso “dimenticati” sono invece fondamentali sia per la postura sia come muscoli accessori all’azione di “frusta” che ha la colonna vertebrale in molti sport; la ricerca “ossessiva” della massima performance negli atleti ha portato alla ribalta proprio questi piccoli gruppi muscolari (spesso non considerati) e … sono risultati proprio loro quelli che hanno portato al miglioramento di record fino a qualche anno fa impensabili.

Lo stile libero (meglio dire crawl!) è probabilmente il più “classico” tra gli stili del nuoto, si procedere in acqua con un movimento alternato delle braccia e una propulsione continua degli arti inferiori, è lo stile più propulsivo e con il minor costo energetico. È uno stile che richiede velocità, armonia, ritmo, e rinforza i polmoni vista la necessità di una respirazione alternata. I muscoli interessati sono: latissimo del dorso (gran dorsale), gran dentato, gran pettorale e pettorale minore, bicipiti, muscolo brachiale, pronatore rotondo, muscoli flessori del polso e delle dita, lungo palmare interosseo, i muscoli della giuntura delle spalle, deltoide posteriore e deltoide centrale, sopraspinato, infraspinato, grande rotondo, romboide, parte mediale del trapezio, tricipite, anconeo, gastrocnemio, popliteo, gracile, oltre a caviglie, ginocchio, addominali, obliqui, quadricipite femorale, soleo, peroneo lungo, tibiale posteriore corto, muscoli interni della coscia, grande gluteo. Meno sollecitati sono gli addominali.

Lo stile dorso rinforza i muscoli addominali, dorsali e le spalle, tonifica i glutei e le cosce. La tecnica non richiede apnea e la respirazione è più agevole. Volendo semplificare: il dorso non è altro che un crawl con il capo rivolto verso l’alto con un movimento alternato delle braccia e propulsivo delle gambe con rollio del busto per equilibrare i movimenti. I muscoli maggiormente impegnati nel dorso sono: gran dorsale, l’intero gran pettorale, trapezio, spalle, gran rotondo, piccolo rotondo, sottospinato, tricipite, bicipite, brachiale, brachioradiale, pronatore rotondo, romboide.

Nella rana vengono coinvolti quasi tutti i muscoli del corpo, lo stile però è molto più lento e faticoso rispetto al crawl. Sono soprattutto glutei e cosce a ricavare benefici da questo stile, specialmente nella parte interna che viene allungata. Oltre ai muscoli dorsali anche le braccia sono implicate nel movimento, così come mani e polsi. Nello stile di nuoto a rana la spinta propulsiva è generata dal movimento delle braccia in avanti (formando come un cuore con la punta davanti) per poi allargarle per generare una spinta propulsiva, contemporaneamente si effettua un movimento di spinta e raccolta da parte delle gambe formando un cerchio. I muscoli più usati nello stile rana sono: deltoide, legamenti mediani dell’intero ginocchio, quadricipiti parte frontale della gamba e i tendini della parte posteriore, peroneo.

La farfalla (o delfino) è uno stile che richiede grande coordinazione, tecnicamente più complesso è anche in assoluto il più faticoso; sviluppa la muscolatura della parte superiore del corpo, schiena e spalle … oltre a rinforzare i muscoli pettorali e addominali. Consiste nel muovere il corpo come un’onda, che parte dal capo e oscilla fino ai piedi, e contemporaneamente muovere le braccia all’unisono con delle rotazioni che permettono di avanzare e dare ulteriore propulsione con le gambe, che restano unite. I muscoli più utilizzati sono: l’estensore del gomito (fornisce potenza alla bracciata nella fase finale di spinta), i sub scapolari, pettorali, gran rotondo, romboide, bicipiti, brachiale, brachioradiale, pronatore rotondo, lungo palmare, polso, giunture metacarpo-falangiali, interosseo palmare, quinto opponente digitale, adduttore del pollice, opponente del pollice.

Il “THYS” è un sistema di allenamento che “coinvolge” contemporaneamente tutti (o quasi) i gruppi muscolari, con notevole giovamento per la formazione strutturale della muscolatura (soprattutto nell’età dello sviluppo corporeo) e … un’azione “total-body sculpture”. La tecnica consiste nel muovere le braccia come nello stile della rana ma con un movimento delle braccia più completo: le mani unite in avanti (come una lancia) con le braccia ben distese, rotazione all’esterno delle mani e con le braccia sempre distese, formare un cerchio, fino a toccare la coscia, per poi raccoglierle (come in preghiera) all’altezza dell’ombelico e da lì, come una freccia, proiettarle in avanti.

Tutto questo avviene con l’ausilio di un respiratore per far sì che la linea di galleggiamento rimanga perfettamente parallela al fondo e le linee di flusso le più lineari possibili, il ritmo respiratorio rimane ottimale e l’ossigenazione della muscolatura costante. E’ consigliabile utilizzare anche delle palette per le mani e delle pinne da piscina (modello short), questi ausili servono per aumentare il flusso propulsivo dinamico e stabilizzare l’assetto orizzontale.

La posizione del capo ferma e in perfetta linea con la colonna; senza la rotazione della testa a destra e sinistra e senza bisogno di spingerla fuori dall’acqua per effettuare la respirazione la muscolatura del collo sarà tonica ma non contratta. Le gambe effettueranno, con steps periodici, i movimenti propri del crawl, successivamente della rana e della farfalla:

in questo modo ci sarà il coinvolgimento di tutti i muscoli dal diaframma in giù. Il corpo umano è come un parallelepipedo multistrato ricoperto di muscoli con una regione frontale, una posteriore e due laterali; per far “lavorare” tutti questi muscoli (654) bisogna svolgere dei movimenti di estensione, flessione, rotazione, abduzione e adduzione.

Nel THIS tutti questi movimenti sono presenti e quindi anche muscoli “silenti” andranno a svolgere il loro lavoro; questa tecnica natatoria non ha nulla a che vedere con le tecniche di nuoto agonistico, che rimangono ben salde e imprescindibili, è rivolta invece agli amatori e a tutti quelli che si “rivolgono” al nuoto per migliorare sia la forma fisica che quella estetica.

Far “lavorare” gli addominali obliqui, i rotatori lombari, il muscolo spinale, il lunghissimo del dorso, l’ileo costale … solo per citarne alcuni … garantirà una migliore condizione posturale e … dulcis in fundo … solleverà glutei e pettorali, tonificherà gli addominali e renderanno possenti tronco e spalle.

Di Luciano D’Angelo

 

 

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