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Un decreto per l’eutanasia

Secondo Marco Cappato, promotore della campagna referendaria “Liberi fino  alla fine”, non è necessaria una legge sull’eutanasia per evitare il reato di omicidio del consenziente

 

Liberi fino alla fine” è la frase semplice ma molto evocativa che l’ideatore della campagna referendaria, Marco Cappato, per l’eutanasia, ha scelto come vessillo propagandistico. Non c’è che dire quale splendida summa teo-sociologica dell’uomo moderno, l’Homo deus per dirla con Harari. L’autodeterminazione allargata in eccesso, individualismo che ha oramai fatto strage del collettivismo, la supremazia incontrollata dei diritti verso i doveri, l’abolizione di qualsiasi nesso di interdipendenza fra simili, l’assoluta irrispettosità delle regole comuni. L’io e basta!

Ma siamo sicuri che sia questa quellalibertà per cui abbiamo combattuto nei secoli, nel tentativo di abolireoppressione e schiavitù? Non credo, penso che questa sia una deriva della democrazia verso l’anarchia, di quella che ben descriveva Tommaso Hobbes col suo “Homo homini lupus”. E la grande adesione verso questa iniziativa referendaria dimostra solo quello che sta avvenendo nella nostra società ove la disinformazione e l’ignoranza rendono impossibile un dialogo costruttivo,ma solo una pericolosa “polarizzazione”, sempre estremamente divisiva: o da una parte o dall’altra negando che le verità umane sono sempre opinabili e sempre passibili di prove contrarie e che “In medio stat virtus”.

Ma quelli che stanno firmando per il referendum hanno in mente solo le immagini di Emanuela Englaroe del Dj Fabo, due ragazzi che a causa di un incidente erano prigionieri di un corpo che non rispondeva più alloro volere, senza alcuna attesa di vita normale, l’una in stato vegetativo da 17 anni, quando i giudici autorizzarono per volere del padre il distacco delle macchine, l’altro, cieco e tetraplegico, quando scelse di farsi accompagnare in Svizzera per ricevere un cocktail di barbiturici. Ma il referendum che reclama l’eutanasia legale non si occupa solo di queste persone, costrette in un letto “alla vita” ab estrinseco, ma di abolire una parte dell’articolo 579 del codice penale, ovvero la norma che punisce con la reclusione da 6 a 15 anni l’omicidio del consenziente. Ma già la Corte Costituzionale nel 2019 con una sentenza che riguardava il caso Cappato per l’aiuto al Dj Fabo giudicò “incostituzionale” la parte dell’articolo 580 che puniva chi agevolava un suicidio di un paziente tenuto in vita solo da trattamenti di sostegno e affetto da patologie irreversibili, fonte di sofferenze fisiche e psicologiche intollerabili, ma capace di prendere decisioni libere e consapevoli. Altro discorso, come vuole il referendum, è l’impunibilità di chi uccide o aiuta a farlo chi è depresso per svariati motivi. Una persona psichicamente fragile può volersi togliere la vita ma questo non deve indurre nessuno ad aiutarla semmai a richiedere un intervento di una struttura pubblica del SSN e del comitato etico territorialmente competente per essere aiutato e curato. Fornirgli la corda, cappio compreso, non è aiuto è “omicidio”! Non solo vescovi e cardinali, ovviamente, hanno dato l’altolà a questa proposta, come afferma monsignor Paglia ma Luciano Violante, uomo di sinistra con una certa competenza in fatto di codice penale ha avvertito i tanti laici (Verdi, Sinistra italiana, Radicali, +Europa, Arci e vari circoli Cgil e Pd) che hanno sposato la campagna di Cappato: “non sempre le buone intenzioni riescono a fermare le cattive conseguenze…Si eviti che il Paese, prigioniero delle buone intenzioni, autorizzi inconsapevolmente a schiacciare i più deboli”. E spiega che non serve alcun referendum per applicare la sentenza della Corte Costituzionale, al massimo alcune indicazioni che il Ministero della Salute dovrebbe impartire al Servizio sanitario nazionale in cui si rende esecutiva e chiarificatrice quella parte in cui si parla di “verifica delle condizioni e delle modalità” di aiuto al fine vita. Insomma, basterebbe  un decreto legge per casi come quello del Dj Fabo.

di Arcadio Damiani