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Un ex campione del ring nella Pugilistica Pescara

Gian Maria Petriccioli, titolato boxeur degli anni ‘90, mette  oggi la sua esperienza disposizione di giovani atleti

Gian Maria Petriccioli, ex campione d’Italia dei pesi gallo a metà degli anni ’90 e oggi head coach
della Pugilistica Pescara, che ha disputato un totale di 70 match sul ring, sfidante al titolo mondiale
wbu e sconfitto ai punti in quel di Johannesburg è uno che difficilmente sbaglia gli obiettivi.
D’altra parte è il figlio di Giorgio Petriccioli,pugile scomparso, che abitava a Roma ed ha lasciato
moglie e tre figli. Dal 1950 al 1967 è stato una bandiera del pugilato, sia a livello di insegnante che
come organizzatore di tutto quello che richiedeva la nobile arte, giornalismo compreso (era
collaboratore di BoxeRing). Per molti anni è stato pugile dilettante(categoria pesi piuma), ma sul
ring non era mai riuscito ad esprimersi come era riuscito in palestra. Innamorato dello sport, ne era
diventato insegnante di valore: lo dimostra il fatto che quando era impiegato del Coni come
economo, prima Natale Rea e poi Franco Falcinelli,allenatori nazionali, lo chiamarono come aiuto
allenatore federale. Ha allenato pugili come Del Papa, Badalassi, Ferrari, Bacci,Diana. Tutti atleti
che hanno vissuto l’esperienza  della Nazionale italiana. Giorgio è stato tecnico della Nazionale Italiana per 30
lunghissimi anni.
Questa è stata l’atmosfera che Gian Maria ha respirato fin da piccolo e che, trasmette ogni giorno
agli atleti della pugilistica pescara,il boxing team di Giovanni Piccoli, un sogno per tutti gli atleti e gli
sportivi innamorati della boxe dilettantistica e non.
Qui è avvenuto l’incontro con una delle stelle emergenti della pugilistica pescara, Manolo Addario.
Pugile della classe 1997, di Lettomanoppello che lavora nella ditta di famiglia la Addario Group srl.
Ragazzo che ha sempre fatto sport da contatto, Karate, Kick Boxing e che,dal 2016 è diventato
prima un astro nascente e, dopo, un atleta emergente nel mondo del pugilato.
E’ tra i sei abruzzesi in gara da oggi agli assoluti di boxe ad Avellino. Caro Manolo : ” Cosa hai trovato nel pugilato che non hai individuato negli altri sport da contatto che hai
praticato?”
MA:” Da bambino mio padre e i miei cugini mi portavano sempre con loro nei loro
allenamenti,quindi mi ha sempre affascinato.
Il pugilato in particolare mi è sempre piaciuto.Inoltre è uno sport che rafforza il carattere, migliora
l’aspetto fisico, la concentrazione ed il controllo aiutandoti a trovare un perfetto equilibrio tra mente
e corpo e ad affrontare le sfide della vita quotidiana.”
“Cosa ti aspetti da questo sport, in futuro?”
“Che rinunce deve fare un pugile?”
“Rifaresti tutto quello che hai fatto fino ad ora?”
MA: “Mi auguro di poter raggiungere,visto il tanto impegno che ci metto ,bei traguardi,come la
convocazione in nazionale,dove sono stato già segnalato e nei prossimi mesi verrò chiamato,per il
resto poi preferisco fare i fatti.”
MA: “Ci sono molte rinunce, ovvero,non poter uscire a cena fuori con amici,non poter bere,
allenarsi duramente due volte al giorno nonostante il lavoro.”
MA: “Si,rifarei tutto quanto, perché adesso non riesco più a farne a meno non riesco, a saltare un
solo giorno di allenamento”.

di Anna Chiara De Nardis