UN INGEGNERE PESCARESE ALLA RIBALTA DEL PANORAMA LETTERARIO ITALIANO

Vive e lavora a Pescara, è ingegnere, ma è la sua dote narrativa che lo sta portando alla ribalta del panorama letterario nazionale.Si chiama Antonio Gentile e la sua opera prima, il romanzo “I cavalli delle giostre” (Edizioni Anordest), è stata presentata a maggio nella prestigiosa cornice del Salone del libro di Torino. La sua presenza al più noto e importante appuntamento letterario nazionale è un ritorno. Sì, perché l’anno scorso Gentile ha vinto, al Salone del libro, il premio InediTO, uno dei premi per opere inedite più autorevoli del Paese: “gestione stilistica molto matura e ben gestita, con una spiccata maestria. Equilibrio della pagina, una dopo l’altra, sempre perfetto e armonioso. Un romanzo importante e ‘necessario’ per gli argomenti che affronta: un sogno ad occhi aperti che scopriamo ad ogni istante essere la realtà vera”(motivazione della giuria di InediTO 2013). Da lì il suo percorso letterario ha continuato ad inanellare riconoscimenti e conferme: altri premi vinti e, alla fine, la pubblicazione con la nota casa editrice trevigiana, Edizioni Anordest. “I cavalli delle giostre” è un’opera originale, inconsueta, che si discosta molto dagli schemi e dagli stereotipi dell’editoria nazionale, sperimentando l’innesto della poesia nella narrativa. Un’opera evocativa, musicale, capace di scavare con padronanza nelle innumerevoli sfumature dell’anima. La storia ci accompagna nella vita di due fratellini, Lorenzo e Letizia, e si sviluppa intorno all’immagine metaforica dei cavalli delle giostre di un luna park abbandonato, amici in carne ed ossa per i giochi spensierati dell’infanzia dei due bambini. Infanzia mandata in frantumi da un tragico avvenimento che li costringe a crescere nel tentativo di sfuggire ai ricordi, fino all’incontro salvifico con due giovani adulti, Matteo e Cecilia, segnati, come loro, da ferite difficili da rimarginare. Il risultato è un quadro di grande impatto emotivo, a tratti commovente, che colpisce nel profondo dei sentimenti. Un estratto dalla nota critica del dott. Simone D’Alessandro dell’Università D’Annunzio, che accompagna l’autore nelle presentazioni abruzzesi: Attraverso un lento godimento scoprirete uno scrigno di versi narranti dove dolore e poesia si tengono per mano in modo lieve, ben seguendo la lezione di Calvino. Non sarete mai avviluppati dall’angoscia, nè melensamente accalappiati dalla dolcezza. Non riuscirete a possedere in modo esaustivo il profilo dei personaggi; essi risuoneranno dentro di voi con il passare del tempo.” Proprio grazie alla sua originale valenza narrativa, il romanzo è stato iscritto ai prestigiosi premi per editi “Campiello opera prima” e “Flaiano letteratura”.Dopo le date pescaresi alle librerie Feltrinelli e Mondadori di Pescara, il libro verrà presentato sabato 21 giugno nella capitale alla libreria Fandango e sabato 28 giugno al rinomato festival letterario “Sei giornate in cerca d’autore” di Avezzano. I cavalli delle giostre? Un racconto sonoro! Leggendolo, darete ascolto alla vostra identità. di Simone D’Alessandro Il romanzo di Antonio Gentile, I cavalli delle giostre, si potrebbe leggere d’un fiato. In poche ore potreste liberarvi di un intreccio di superficie. Così facendo, tuttavia, perdereste l’unica possibilità di comprensione autentica delle sue parole – gentili come il cognome dell’autore – e, al tempo stesso, impregnate di ruvide radici, peculiari di chi ha conosciuto il dolore e lo ha mutato in magia surreale. Consiglio, invece, di centellinare la lettura di questa prosa poetica. Di assaporare l’intensità delle frasi che riportano ad un uso sapiente della lingua. Attraverso un lento godimento scoprirete uno scrigno di versi narranti dove dolore e poesia si tengono per mano in modo lieve, ben seguendo la lezione di Calvino. Non sarete mai avviluppati dall’angoscia, nè melensamente accalappiati dalla dolcezza. Non riuscirete a possedere in modo esaustivo il profilo dei personaggi; essi risuoneranno dentro di voi con il passare del tempo. Anche quando avrete finito la lettura e saranno passate settimane, forse mesi, torneranno a bussare alla vostra porta Lorenzo e Letizia, feriti sin dall’infanzia; Matteo e Cecilia, schiaffeggiati in età adulta. Nelle loro affezioni scorgerete voi stessi e la bontà purificatrice dei vostri traumi. Apprenderete che a volte tormenti differenti possono incontrarsi, dando vita ad inaspettati risultati che solo un lettore avido di emozioni può trafugare. Apprezzerete la scelta dei termini, palperete la loro esattezza, vi sforzerete nel trovare sinonimi più adatti; vi accorgerete, stremati, dell’insostituibilità di quelli prescelti. Non c’è retorica dei sentimenti in Antonio Gentile, ma sentimenti che si piegano alla retorica in particolar modo all’anafora. Ripetizioni ricorrenti all’inizio e alla fine di ogni capitolo. Esse rimandano alle onde cicliche di ogni umano destino che si sviluppa, direbbe Nietzsche, nell’eterno ritorno dell’identico. Gentile è misurato in tutto. Ciò, forse, gli deriva dalla sua formazione di ingegnere. Del resto ingegneri erano anche Tolstoj e Dostoevski, Gadda e Sinisgalli. Negli uomini che sanno coniugare scienza e letteratura c’è sempre una ricerca formale analitica. Del resto, direbbe Hardy, matematica e poesia denunciano lo stesso rigore. Ma la misura deborda quando poesia e matematica fanno i conti con la musica; e in questo caso ogni capitolo è una partitura in versi senza rima, dove domina il ritmo; ogni situazione descritta sembra avere la sua melodia e voi la ascolterete, sorprendendovi del fatto che ogni immagine che si presenterà alla mente, porterà con sé una colonna sonora. SeProfumo di Suskind fu definito romanzo olfattivo, I cavalli delle giostre potrebbe dirsi “novella sonora”. Leggendo mi è tornato alla mente Wilde Party di Moncure March Joseph, eccezionale racconto che esplode blues nelle sue proposizioni. Gentile, invece, mi fa pensare alle note di Satie. Il suo procedere narrativo assume gli accenti di un fraseggio impressionista.Tutto nella sua storia ha un tocco elegante e sfumato. Ogni cosa viene fatta riemergere dalle profondità e subito riposta, senza dar modo ad alcun umano sentimento di impigliarsi in modo ossessivo. Nessuna parola rimane sullo stomaco. Lacrime e sorrisi poggiano per pochi istanti, asciugati via da un leggero vento e costante che spazza il precedente per far posto al successivo. Essere senza rinunciare al divenire, direbbe sempre Calvino. Divenire senza rinunciare all’essere. Ve lo dico con un imperativo categorico: dovete leggere I cavalli delle giostre! In modo che l’autore diventi vostro compagno di viaggio, capace di cullarvi con i suoi canti. La sua musica tocca tutti gli stati d’animo. Con lui starete bene e male. Ma tutto vi sembrerà dolce. Vi ricorderà, altresì, che solo chi ha vinto l’angoscia con la “cura” dell’altro, potrà continuare a vivere come se si trovasse dentro una nota musicale. Scoprirete alla fine del viaggio che l’autore ha voluto semplicemente prendersi cura di voi.

Perché non siamo nulla se non ci curiamo di qualcuno.

Lui questo lo sa bene e lo ricorda in ogni sua pagina, sino all’ultima.Copertina i cavalli delle giostre foto12

No Comments Yet

Comments are closed