Un milione di granelli di sabbia: il film che racconta il trauma oltre le parole

Un milione di granelli di sabbia arriva a Pescara

Il film Un milione di granelli di sabbia arriva a Pescara con una proiezione intensa e coinvolgente.
Il documentario, diretto da Andrea Deaglio, porta sullo schermo una storia potente.

Il titolo richiama i granelli presenti nello studio della psicoanalista Eva Pattis Zoja.
Proprio da lì nasce un percorso terapeutico unico.

Infatti, i pazienti traumatizzati spesso non riescono a raccontare il proprio vissuto.
Tuttavia, attraverso la sabbia, riescono a esprimere emozioni profonde.

Un milione di granelli di sabbia al DOCudì 2026

La proiezione di Un milione di granelli di sabbia si terrà giovedì 30 aprile 2026 alle 18:45.
L’appuntamento è all’Auditorium Cerulli.

Il film è in concorso alla 13ª edizione del DOCudì concorso cinema documentario 2026.

Inoltre, al termine della visione, il pubblico potrà partecipare a un dibattito.
Saranno presenti Eva Pattis Zoja e, in collegamento, Andrea Deaglio.

👉 L’ingresso è gratuito su prenotazione.

La terapia non verbale e Un milione di granelli di sabbia

Un milione di granelli di sabbia racconta il metodo del Sandwork Espressivo.
In Italia è noto come terapia della sabbia.

Grazie a questo approccio, bambini provenienti da contesti difficili riescono a elaborare il trauma.
Ad esempio, il metodo è stato utilizzato con giovani ucraini, yazidi e cinesi.

Di conseguenza, ciò che non può essere detto prende forma attraverso immagini.
La sabbia diventa uno spazio simbolico.

Chi è Eva Pattis Zoja

Eva Pattis Zoja è una psicoanalista junghiana di rilievo internazionale.
Vive e lavora a Milano.

Dal 2008 sviluppa progetti di Sandwork in diversi Paesi.
Tra questi Ucraina, Palestina, Cina e Sudafrica.

Inoltre, si è formata presso lo Jung Institut di Zurigo.
Il suo lavoro si basa sulla psicologia di Carl Gustav Jung e sulla Sandplay Therapy di Dora Kalff.

La sinossi di Un milione di granelli di sabbia

Il documentario affronta una domanda essenziale.
Cosa accade quando la vita viene travolta dalla guerra?

Le storie raccontate attraversano scenari drammatici.
Genocidi, terremoti e bombardamenti segnano profondamente le persone.

In questi contesti emergono i “feriti invisibili”.
Sono individui che non riescono più a dormire o provare emozioni.

Le parole del regista Andrea Deaglio

Andrea Deaglio evidenzia un punto cruciale.
Durante una guerra si contano morti e feriti.

Tuttavia, i traumi interiori restano spesso ignorati.
Eppure possono essere devastanti.

Il regista racconta l’incontro con Eva Pattis Zoja.
Da lì nasce un percorso narrativo intenso.

La sabbia diventa uno strumento sensibile.
Attraverso immagini, il trauma trova finalmente voce.

Il programma DOCudì prosegue

Dopo la proiezione di Un milione di granelli di sabbia il concorso continua con altri appuntamenti.

Giovedì 7 maggio
Ogni pensiero vola di Alice Ambrogi
Tema: salute mentale nei giovani.

Sabato 9 maggio – Premiazioni
Evento speciale fuori concorso
Anime violate di Matteo Balsamo
Un racconto sulle truffe affettive.

L’organizzazione del DOCudì

Il festival è promosso da A.C.M.A..

L’associazione, nata nel 2000, opera senza scopo di lucro.
Promuove la cultura cinematografica attraverso eventi e rassegne.

Scheda tecnica

Titolo: Un milione di granelli di sabbia
Regia: Andrea Deaglio
Anno: 2024
Durata: 64 minuti
Genere: Biografico, sociale
Produzione: Malfé Film

Un milione di granelli di sabbia: un viaggio nella rinascita

Un milione di granelli di sabbia non è solo un documentario.
Infatti, è un racconto di dolore e trasformazione.

Inoltre, mostra come anche il trauma più profondo possa trovare una via di uscita.
Soprattutto, restituisce dignità a chi non ha più parole.

La Redazione de La Dolce Vita
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