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Un sorriso per sempre

Nella Corea del Sud più di una donna su cinque si sottopone ogni anno a un “ritocchino” per modificare il suo aspetto fisico e questo porta la nazione asiatica ad essere la prima nella classifica mondiale di chi utilizza di più la chirurgia estetica. La capitale, Seul, e più precisamente la zona di Gangnam, è piena di ospedali specializzati, che offrono pacchetti anche per gli stranieri, che desiderano soggiornare in Corea, ed è per questo motivo che vi includono: soggiorno, trasporti e tutti quei piccoli aiuti, di cui uno straniero necessita.

I chirurghi estetici coreani sono famosi nel mondo per la loro abilità, per l’alta qualità delle loro prestazioni e per i prezzi praticati che sono tra i più bassi di tutto l’est asiatico. Tutto questo ha “convogliato” nella “nazione del ritocco”, nel solo 2011, almeno 2500 persone e la cifra è decuplicata lo scorso anno con oltre 25mila arrivi dalla Cina, dal Giappone e da molti paesi occidentali. Nel paese dove la nuova frontiera è il turismo sanitario il governo di Seul non ha perso tempo: per risanare il bilancio del welfare ha infatti imposto una tassa del 10 per cento su tutti gli interventi di chirurgia estetica. In Corea (del Sud) ci sono quasi duemila ospedali specializzati in questo tipo d’interventi e grazie al nuovo balzello nelle casse coreane dovrebbero entrare 1,7 miliardi di euro. Ha spiegato il ministro delle finanze coreano: “Facendo pagare la mania della bellezza potremo garantire più stato sociale per le persone che ne hanno bisogno”.

La tv coreana, le strade e i palazzi sono tappezzati di foto di ragazze e ragazzi bellissimi, le stazioni della metro sono piene di pubblicità di cliniche chirurgiche, e non venire a contatto con questo “mondo” è praticamente impossibile tanto che per molte ragazze ricche la chirurgia è diventata come il make up. Oggi la maggior parte degli studenti coreani ha l’abitudine di chiedere ai genitori un intervento di chirurgia plastica come regalo di promozione e sempre più spesso sono gli stessi genitori a fare pressioni sulle figlie perché si sottopongano agli interventi “migliorativi”: tutti stanno diventando sempre più belli e i genitori non vogliono che i figli siano i più “brutti”.

E’ come negli anni novanta, quando tutti i ragazzi “giravano” col walkman e i genitori non volevano che il figlio fosse l’unico a scuola a non averlo. Nella società coreana (ma possiamo ampliarlo a tutta l’Asia!) c’è la convinzione che più si è belli e più benefici si possono ottenere, sia nel campo del lavoro sia in quello sociale e interpersonale. Sempre più spesso è in voga l’abitudine, da parte dei mariti, di regalare alle mogli (ed amanti!) non un anello o un collier ma un intervento di chirurgia estetica e pare che le donne apprezzino di più questo cadeau. Da un’indagine svolta le persone interpellate si sono trovate più inclini a scegliere persone attraenti quando bisogna prendere una decisione sul lavoro e come dire … le persone si fidano più dei belli. Racconta il dottor Joo Kwow (famoso chirurgo estetico coreano con all’attivo un migliaio d’interventi): “Più della metà dei miei pazienti viene in studio con le foto di cantanti o attori come modello; in tanti pensano di essere più interessanti se assomigliano a una celebrità”.

Tutto questo andirivieni verso la capitale della Corea del Sud ha portato comunque anche qualche problema d’identificazione per i “vacanzieri della chirurgica”: siccome spesso più che un ritocchino si tratta di veri stravolgimenti estetici, con cambiamento dei connotati, è diventato sempre più difficile, da parte degli ufficiali dell’immigrazione, il riconoscimento tramite il passaporto. Per ovviare al problema, gli ospedali sudcoreani hanno trovato una soluzione: forniscono a tutti i pazienti un certificato, che attesta il soggiorno in clinica e annotano minuziosamente tutti i cambiamenti apportati al viso delle pazienti.

Altro intervento molto in voga nel sud est asiatico è la riduzione del polpaccio; i professionisti coreani sono in questo settore dei veri maestri e si sono specializzati in questa tecnica che, oltre a ridurre la circonferenza del polpaccio, lo solleva rendendo la gamba più slanciata e più “sportiva”. Si tratta di una piccola incisione nel cavo popliteo (dietro al ginocchio) e da lì con una sonda si riduce volumetricamente e si accorcia il muscolo gastrocnemio, si effettua un bendaggio, al di sotto della resezione, da portare per una settimana e, facendo attenzione per il mese successivo, si ottiene una gamba decisamente più snella. Altro intervento molto richiesto è quello del “sorriso permanente” o “smile tips”, vero trend in Sud Corea, in questo caso gli angoli della bocca vengono “deformati” verso l’alto, con un piccolo taglio al muscolo “responsabile” dell’abbassamento del labbro, che secondo gli asiatici “porta” tristezza al viso, si ottiene l’effetto opposto: “donare” un sorriso … per sempre.

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