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Vacanze invernali in Abruzzo: tra borghi, chiese e castelli

L’Abruzzo, soprattutto quello interno, è ricco di borghi medievali che custodiscono gioielli di architettura di rara bellezza. Insieme a borghi fortificati, castelli, eremi, fortezze e rocche, la regione si caratterizza per l’alto numero di monumenti nazionali, siti archeologici, abbazie e chiese di stile romanico e tardo romanico (oltre mille compreso il Molise) che, con acquedotti, palazzi nobiliari e torri di avvistamento, raccontano una storia fatta di arte, guerre e spiritualità.

Alla ricchezza del patrimonio storico fa da contraltare la straordinaria ricchezza di bellezze naturali. Volendone sintetizzare le caratteristiche, la definizione certamente più corretta è che l’Abruzzo rappresenta una sorta di antologia del paesaggio euro-mediterraneo, in quanto concentra entro i propri confini una varietà di ambienti naturali che non trova altro riscontro in un territorio altrettanto limitato: una costa mediterranea dagli habitat più vari (arenile con dune, pineta, macchia litoranea, scogliera, bassi litorali sabbiosi e ciottolosi); una fascia collinare con zone umide pregiate (come le oasi fluviali e lacustri) ed emergenze geologiche di grande interesse; un’area montana vastissima ed integra, anch’essa pervasa da molteplici scenari (foreste, praterie, laghi, enormi altipiani carsici, canyon, cascate, grotte).

Come tutte le terre di passaggio, la regione è stata percorsa da eserciti, monaci missionari, commercianti, pastori con le loro greggi in transumanza, artisti viaggiatori e popoli in esilio, che hanno creato un crogiolo di culture e tradizioni. Trascorrere una vacanza in Abruzzo alla scoperta dei borghi, delle opere d’arte, dei castelli e dei paesaggi innevati vuol dire conoscere una terra aspra ma bellissima, selvaggia ma allo stesso tempo ricca di cultura.

Scanno panorama neve_Ivano D’Ortenzio

Pochi sanno ad esempio che l’Abruzzo – con i suoi 700 tra castelli, manieri, rocche, fortezze e torri di avvistamento – viene soprannominato “la Baviera d’Italia”. Tra i luoghi simbolici che più rappresentano l’Abruzzo in tutto il mondo vi sono Rocca Calascio in provincia dell’Aquila – più volte immortalata dalle opere cinematografiche – e la Fortezza di Civitella del Tronto in provincia di Teramo, con al suo interno il borgo medievale, ultimo baluardo dello Stato Borbonico.

Ma borghi conosciuti e frequentati anche d’estate sono Scanno, in provincia dell’Aquila, con il suo lago a forma di cuore e le intramontabili tradizioni artigianali legate al tombolo e all’oreficeria; Roccascalegna, in provincia di Chieti, con la sua fortezza costruita su uno sperone di roccia; Atri e Campli, in provincia di Teramo, con i loro Palazzi Ducali e le bellissime chiese; Penne e Loreto Aprutino, in provincia di Pescara, ricche di chiese e di musei.

Lago di Barrea, Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise

Compresi nell’associazione dei Borghi più belli d’Italia vi sono anche Santo Stefano di Sessanio con la sua Torre Medicea, Abbateggio, Anversa degli Abruzzi, Bugnara, Calascio, Campli, Caramanico Terme, Casoli, Castel del Monte, Castelli, Città Sant’Angelo, Civitella Alfedena, Crecchio, Guardiagrele, Navelli, Opi, Pacentro, Palena, Pettorano sul Gizio, Pescocostanzo, Pietracamela, Pretoro, Rocca San Giovanni, Tagliacozzo e Villalago. Senza dimenticare gli altri paesi del Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, come Pescasseroli, Alfedena, Barrea e Villetta Barrea.

Per chi ama trasformare le vacanze invernali in un momento di spiritualità e ricerca interiore, l’Abruzzo rappresenta una scelta immersiva, essendo la terra che ha visto consacrare un Papa di cui conserva gelosamente le spoglie e il suo lascito: la Bolla del Perdono di Papa Celestino V, al secolo frate Pietro da Morrone. La visita all’Eremo di Sant’Onofrio – uno dei complessi monastici più belli d’Abruzzo, costruito nella roccia su un fianco del Monte Morrone – è come tornare indietro nei secoli. Si sale da Sulmona, la città di Ovidio, dei confetti e dell’acquedotto romano, per arrivare all’Eremo, che conserva una cappella affrescata e la grotta dove pregava il futuro Papa della chiesa cattolica. Da Sulmona – dopo aver visitato anche la Cattedrale di San Panfilo e il Palazzo dell’Annunziata – si parte per il capoluogo, L’Aquila, dove la Basilica di Collemaggio conserva le spoglie di papa Celestino V e la Porta Santa che viene aperta ogni anno, a fine agosto, in occasione della Perdonanza Celestiniana, celebrazione che nel 2019 l’Unesco ha riconosciuta Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Tra le chiese più antiche da visitare in Abruzzo vi sono il Duomo di Teramo intitolato a Maria Assunta, costruito nel 1158; la Cattedrale di San Giustino a Chieti, intitolata al patrono della città, costruita nel VII secolo sui resti di un tempio pagano; la Cattedrale di Ortona, consacrata all’apostolo Tommaso, distrutta nel 1060 dai Normanni e poi ricostruita; la Chiesa di Santa Maria Assunta e l’Oratorio di San Pellegrino a Bominaco, in provincia dell’Aquila, consacrata nel 1126; l’Abbazia di San Martino in Valle, a Fara Filiorum Petri (Chieti), fondata nel IX Secolo; l’Abbazia di San Pietro ad Oratorium a Capestrano (L’Aquila), consacrata nel 1117 da Papa Pasquale II; l’Abbazia di San Liberatore a Maiella a Serramonacesca (Pescara), consacrata nel 1071; l’Abbazia di San Clemente a Casauria a Castiglione a Casauria (Pescara) consacrata nell’872; l’Abbazia di Santa Maria del Lago a Moscufo (Pescara), con l’ambone policromo opera del maestro Nicodemo da Guardiagrele e gli affreschi del XII Secolo; l’Abbazia di Santa Maria di Propezzano a Morro d’Oro (Teramo), la cui prima costruzione è del periodo alto medievale; il Duomo di Atri e concattedrale della Diocesi di Teramo-Atri, realizzato a partire dal 1260; il Duomo di Guardiagrele (Chieti) o Collegiata di Santa Maria Maggiore, del XIII Secolo; l’Abbazia con monastero di San Giovanni in Venere a Fossacesia (Chieti), costruita a partire dall’anno 1165 e il Duomo di Vasto, concattedrale della Diocesi di Chieti-Vasto, realizzato nel XIII Secolo.

Castello Roccascalegna

Di grande interesse il percorso legato ai castelli e alle fortificazioni, che raccontano di una regione continuamente sotto attacco, dove hanno combattuto normanni, saraceni, longobardi, lanzichenecchi e capitani di ventura, oltre che eserciti di ogni bandiera, a cominciare da quello dell’antica Roma fino a quelli francese, austriaco e spagnolo. La provincia più ricca di castelli è sicuramente quella dell’Aquila, che nella sola Marsica vanta fortezze importanti come quelle costruite dalla famiglia Piccolomini a Celano, Balsorano e Ortucchio, o dalla famiglia Orsini-Colonna ad Avezzano, o castelli antichi come quelli di Alba Fucens e di Oricola.

Tra gli itinerari più suggestivi da segnalare la visita a Rocca Calascio, alla Torre Medicea di Santo Stefano di Sessanio e al Forte Cinquecentesco dell’Aquila. Partendo da Calascio, un lungo percorso a piedi porta prima alla chiesa di Santa Maria della Pietà, in pianta ottagonale, e poi alla Rocca Calascio, dove a 1.460 metri di altitudine è possibile ammirare le valli sottostanti e il Monte Bolza. Di lì in auto, in 15 minuti, si giunge a Santo Stefano di Sessanio, con i suoi edifici e la Torre Medicea costruita nel 1500, dopo che il feudo passò dalla famiglia Piccolomini ai Medici di Firenze. Conclusa la visita a Santo Stefano, si scende a Barisciano, quindi dritti verso L’Aquila per visitare il Forte Spagnolo, che conserva ancora i resti di un esemplare di mammuth. Sempre in provincia dell’Aquila si possono visitare il borgo fortificato di Castel Camponeschi, sulla piana di Prata d’Ansidonia, e il castello di Ocre, costruito nel XII Secolo sulla dolina carsica che sovrasta il borgo di Fossa.

Transiberiana d’Italia. Foto di Nicola Malcangio.

Da non perdere assolutamente l’esperienza di un viaggio sulla “Ferrovia dei Parchi” – conosciuta anche come “Transiberiana d’Italia“, a bordo di un treno storico la cui locomotiva diesel D445.1145 traina le carrozze “Centoporte” e “Corbellini” con i tipici sedili di legno, costruite tra il 1920 e il 1930. Si tratta della linea Sulmona-Carpinone-Isernia inaugurata nel 1897,e che da oltre un secolo attraversa alcuni paesi del Parco Nazionale della Maiella e del Parco Nazionale d’Abruzzo e Molise, raggiungendo alla stazione di Rivisondoli-Pescocostanzo la quota di 1.268,82 metri di altitudine. Da qui il soprannome di “Transiberiana”, essendo la stazione ferroviaria più alta della rete dopo quella del Brennero. Scendendo alle stazioni di Campo di Giove, Palena, Rivisondoli-Pescocostanzo, Roccaraso o Castel di Sangro, è possibile visitare i mercatini di Natale e conoscere il bello e il buono dell’artigianato e della gastronomia locale. Ma è solo un piccolo assaggio delle bellezze che la regione offre ai suoi visitatori tra chiese monumentali, musei, fortezze e bellezze naturali.

Lasciati sorprendere dall’Abruzzo dei borghi.

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