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“La Chiamavo Incomprensione…”: Viaggio Tra Sentieri Inerpicati

Esplora con Maria D’Angelo un coinvolgente “Viaggio Emotivo Tra Sentieri”, dove poesia e prosa si intrecciano per rivelare i legami umani, l’amicizia e l’integrazione di fede e ragione. Maria D’Angelo, con la sua opera “La chiamavo incomprensione invece…”, offre un profondo “Viaggio Emotivo Tra Sentieri”. L’autrice, esplorando sia la poesia che la prosa, svela i legami intricati tra le persone. Nel cuore di questo viaggio, emergono i sentimenti più profondi e il valore prezioso dell’amicizia. Il dialogo, fondamentale in quest’esplorazione emotiva, crea una coabitazione intensa tra le persone.

Esplorando il Cuore del ‘Viaggio Emotivo Tra Sentieri’ di Maria D’Angelo

Un viaggio tortuoso, su sentieri inerpicati. Lì dove si intrecciano i legami tra le persone. Quella di Maria Derna D’Angelo è una poesia che vuole scavare nell’interiorità della persona. Nasce così l’opera “La chiamavo incomprensione invece…”.

Poesia e Prosa Intrecciate: I Sentieri Profondi dei Sentimenti di Maria D’Angelo

Si tratta di un testo scritto sia in poesia che in prosa, con al centro i sentimenti più profondi e il valore dell’amicizia. La chiave di lettura sta tutta nel dialogo, capace di creare una coabitazione emotiva tra le persone.

«Non avevo mai pensato di poter pubblicare un’opera. O addirittura di essere una poetessa. È partito tutto dall’editore. – sottolinea l’autrice – Poi ho realizzato queste raccolte. In totale ho pubblicato tre libri di poesia e piccoli racconti. Le tematiche sono quelle sentimentali, legate all’amore e all’amicizia. Valori oggi disastrati. La mia formula prevede sia la prosa che la poesia».Viaggio Emotivo Tra Sentieri

Cultura e Impegno Civico: Il Salotto Letterario di Pescara

L’opera è stata presentata all’interno di un salotto letterario, curato dall’associazione culturale “Amare Pescara”, presieduta da Piacentino D’Ostilio. «Questi salotti sono una scommessa con me stesso. – afferma D’Ostilio – Ho iniziato contattando alcune case editrici, che mi hanno dato la disponibilità su alcuni autori. Man mano si sono aggiunti molti scrittori, anche da fuori regione. Noi spaziamo anche su altre branchie della cultura. Ci interessiamo di eventi pittorici, di musica.

Fede e Impegno Sociale: La Vita Multiforme di Maria Derna D’Angelo

Oltre alla cultura, la nostra associazione rientra nel sociale e nell’impegno civico». Tra l’altro anche la stessa Maria Derna D’Angelo presiede l’associazione culturale “Parla la persona”. Ed è stata la promotrice del premio letterario “Sant’Antonio Abate”, che ha avuto luogo a Bussi sul Tirino. Nella sua vita la fede è sempre stata un valore imprescindibile. Questo ha portato l’autrice a svolgere attività parrocchiale attraverso la catechesi. Analizzando così da vicino le dinamiche di crescita dei più giovani e svolgendo per loro un ruolo di guida e di supporto. L’impegno dell’autrice è proseguito attraverso attività di volontariato, in particolare all’interno della Caritas

Fede e Ragione: Un Equilibrio nella Produzione Letteraria

Nella produzione letteraria emerge un connubio tra fede e ragione, integrando due componenti senza contrapposizione. Questa integrazione avvicina l’autrice al pensiero di Sant’Agostino, in cui mente e spirito si condizionano reciprocamente. Dando vita ad un’azione di sostegno verso le categorie più svantaggiate. E dimostrando soprattutto un grande amore verso il prossimo. «Quando facevo catechismo dovevo cercare le parole chiave. Anche in quella circostanza non facevo lunghe formule. – continua la D’Angelo – Mi hanno ispirato anche i salmi. Ancora oggi mi dedico alla lettura delle liturgie. C’è una grande componente legata alla fede. Le letture del Vangelo sono sempre attuali. In un certo senso, gli apostoli erano i cronisti della vita di Gesù. È come se fossero stati i giornalisti di un tempo». Nella produzione letteraria della D’Angelo emerge un connubio tra fede e ragione. Due componenti che non vanno in contrapposizione. Ma che anzi riescono a trovare una loro integrazione. Questo la avvicina al pensiero di Sant’Agostino. Mente e spirito si condizionano a vicenda. In questo senso, nella natura umana è proprio la presenza costante di Dio che illumina la ragione dell’uomo. Inoltre, nelle parti in prosa le protagoniste sono quasi tutte al femminile. L’autrice ci presenta un’ideale di donna forte, in grado di intraprendere un percorso di emancipazione. Nell’opera c’è spazio anche per liriche che raccontano Bussi sul Tirino, paese natale dell’autrice. Attraverso le bellezze naturalistiche del fiume Tirino. E le tradizioni legate nostalgicamente al passato. In questi componimenti il linguaggio cambia e diventa dialettale.

Ricerca e Convergenze: Dalla Poesia al Simbolismo di Moscardelli

L’intento è quello della riscoperta e della valorizzazione del dialetto. Per il resto, a livello metrico la D’Angelo predilige il verso libero. Questo aspetto crea una connessione con la corrente simbolista. In particolare l’autrice si rispecchia molto in Nicola Moscardelli, poeta avanguardista di Ofena. Un autore su cui la D’Angelo di recente ha avviato un interessante percorso di ricerca. E all’interno delle sue liriche ha avuto modo di trovare diversi punti di convergenza. Del resto la poesia non cerca mai di rappresentare la realtà. Quello che vuole ricreare è invece uno stato d’animo. Il luogo è quello della persona. Una terra nascosta. Indecifrabile. Dove non ci sono confini.

In sintesi, l’opera di Maria D’Angelo rappresenta un “Viaggio Emotivo Tra Sentieri” che abbraccia la poesia, la prosa, la cultura, la fede e la valorizzazione delle radici locali, creando un’esperienza letteraria avvincente e poliedrica.