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WEB “BUONISTA”

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Non se ne può più. Il Web sembra oramai occupato solo da chi si reputa giudice supremo nel discernere cosa sia giusto da cosa sia errato, quale comportamento sia emendabile e quale sia osannabile. Immersi nell’atmosfera di uno stucchevole buonismo, amano sentenziare dall’alto della loro incultura frammista ad una notevole dose di maccartismo mirato a testimoniare l’esistenza di una loro vita nel main stream globalista, nichilista, annientatore e relativista. Senza sapere che la ricchezza che esprimono è segno della loro pochezza culturale e intellettuale che segue l’unica via dell’insulto gratuito ma ben lontani da un sereno confronto. E i linciaggi sul web non si contano su personaggi che fino a poco tempo fa erano considerati del tutto normali ma che ora patiscono l’ingiuria da questi tribunali mediatici assunti a ruolo della più bieca dittatura censoria avvallata e protetta dagli stessi padroni del pensiero unico, le famose felpe californiane. Ma se difendono le minoranze perché non proteggono anche chi si comporta in maniera diversa da loro? Semplicemente perché chi conserva un qualsiasi valore storicamente evoluto significa sacrificio, dovere, termini molto anacronistici e faticosi per il pensiero attuale. E così diventa abominevole e peccaminoso il comportamento di chi esprime il valore dell’eterosessualità, nonostante preponderante, come accaduto al pilota di formula 1 Hamilton che ha detto al nipotino di non vestirsi da bambina, o ad alcune pubblicità “sessiste” come quella della Barilla che utilizza lo spot di una  famiglia “antica” o della mamma che cucina o del giocatore che esterna glorioso “machismo”. Non solo, ma ci sono animosi richiami su pubblicità che denotano benessere come quella di Gianni Morandi che posta in video mentre sta in palestra al calduccio mentre non pensa ai terremotati nei containers o consumismo sfrenato come alcune signore che fanno shopping la domenica fregandosene delle commesse che stanno in servizio ma che non posso trascorrere la festività con i loro figli. Stiamo vivendo solo il contrario kafkiano  di noi stessi in preda ad un terrorismo del bullismo buonista senza possibilità di appello. Ma non sarebbe ora di reagire contro questa masnada d’imbecilli paranoidi decisi a distruggere il senso stesso della vita umana? Perché devo vergognarmi del ricordo dei dolci della nonna ma non del nonno? Perché devo vergognarmi se i miei figli hanno pronunciato le prime sillabe ma-ma o pa-pa? Già perché sono uno che cucina, rassetta, legge, coltiva ortaggi, studia, in servizio permanete effettivo verso gli altri(sono un medico), d’altri tempi, ma che non ha molto tempo per farsi sul web i c..i degli altri. Con affetto.