Alessandra Mussolini si racconta: “Mia madre esempio di emancipazione. Pescara città fantastica…”

Scopri la prospettiva di Alessandra Mussolini sulla libertà femminile e la sua visione di Pescara. Intervista di Daniele Rossi

Alessandra Mussolini: Emancipazione Femminile, Politica e Visioni su Pescara e l’Abruzzo

Ha il volto della donna forte. E dietro al suo sorriso si cela un carattere deciso. Alessandra Mussolini di battaglie ne ha condotte davvero tante. In politica e non solo. Alla ricerca di una dimensione di donna. Di quell’emancipazione femminile per cui da sempre ha scelto di battersi.

Il gioco del buio”

Da poco è uscito il suo libro “Il gioco del buio”. Si parla di dinamiche familiari complicate, dove le protagoniste sono sempre le donne. Figure femminili ferite. Ma che sanno tirare fuori tutta la loro forza interiore. Questo l’esempio che le ha trasmesso sua madre. La stessa forza che ha mostrato anche lei.

Nella sua carriera politica, ma anche nel far emergere nuove idee capaci di rovesciare i canoni di una società a volte troppo stratificata. Una donna impegnata nel sociale. Che grazie al suo spirito di iniziativa è riuscita ad entrare nell’immaginario collettivo. E senza mai scadere nel banale.

Del resto a lei non servono frasi fatte. Si va dritti al cuore del problema. Dimostrando di essere una donna d’azione. Pragmatica al punto giusto.

La vita politica

Alessandra Mussolini attualmente siede in Parlamento Europeo con il Partito Popolare. Oltre alla sua lettura sulla posizione dell’Italia a livello europeo, è stata anche l’occasione per parlare della regione Abruzzo. Proprio all’indomani della rielezione di Marco Marsilio.

La famiglia e la città di Pescara

L’Onorevole trascorre spesso del tempo a Pescara. E ci confessa che è una città che è riuscita a farla innamorare. Infatti suo figlio Romano Floriani Mussolini è un calciatore e da quest’anno milita nel Pescara. Il giovane si sta mettendo in luce con la maglia biancazzurra. Ma il relax la Mussolini riesce a ricavarselo solo stando lontana dal calcio. Perché lo stadio le provoca tanta agitazione…

L’intervista ad Alessandra Mussolini sulla Libertà femminile e la sua visione su Pescara

Il suo libro uscito da poco “Il gioco del buio” racconta la storia di donne forti, sullo sfondo di vicende familiari complicate. Oggi qual è la chiave per l’emancipazione femminile?

«Io credo che quando mia madre incontrò mio padre aveva 19 anni. Ma è come se fossero stati i 13 anni di adesso. Non poteva più essere sorella, moglie e figlia insieme. Così iniziò a disegnare delle borse. Lo fece proprio per l’emancipazione economica. Se non hai indipendenza economica non si va da nessuna parte. Così ha potuto tirare su due figlie».

Lei ha condotto da sempre grandi battaglie per la parità di genere, in politica e non solo. I moderni movimenti femministi mettono nel mirino soprattutto una società che loro chiamano ancora patriarcale. Ma la nostra si può veramente definire una società patriarcale?

«Diciamo che ringraziando Dio abbiamo finito da poco di passare questa giornata dell’8 marzo. Si fanno tante manifestazioni a favore delle donne. Molte di più rispetto a prima, quando c’era una società ancora arretrata. Ed è giusto se pensiamo che oggi molte donne muoiono per mano di un uomo. La donna è considerata proprietà. E la proprietà la interrompi quando hai pieno possesso della sua vita».

Lei è in Parlamento Europeo con il Partito Popolare. La Premier Meloni ha scelto la strada dei trattati internazionali per la risoluzione di problematiche inerenti a immigrazione e crisi energetica. A livello internazionale, come giudica la posizione dell’Italia?

«Io mi occupo dell’Europa. Troppa gente parla degli argomenti che non sono i suoi. L’unico partito che conta in Italia è il Partito Popolare Europeo. Se tu sei in un gruppo diverso dal PPE conti poco. Fratelli d’Italia e la Lega contano poco. Noi abbiamo il compito di limitare i danni dei socialisti, come per le case “green”. Vogliono fare cose che non sono possibili per l’Italia. Noi puntiamo a mantenere un equilibrio tra le posizioni moderate e le posizioni estreme. Poi il Governo fa quello che deve fare. Ad esempio, io oggi sono a Strasburgo e ieri Fratelli D’Italia e Lega, insieme a Forza Italia hanno votato contro le certificazioni energetiche che volevano emissioni azzerate. Noi non siamo contro il “green” in generale, ma contro l’estremizzazione della sinistra».

Ha avuto modo di frequentare spesso l’Abruzzo e in particolare Pescara. Come ha trovato la nostra regione? Cosa può fare l’Abruzzo per sviluppare a pieno le sue potenzialità?

«L’Abruzzo è una regione fantastica. Soprattutto per la qualità della vita. Io ho fatto giri anche all’estero ed ho visto che se tu hai troppi lacci burocratici è finita. Il turismo deve essere maggiore libertà per l’imprenditore.

In Italia non si può fare quasi niente, c’è chi ti blocca. Ricordo che negli Emirati Arabi avevano un’isola orribile. Poi hanno realizzato un safari all’interno dove hanno fatto una lingua di spiaggia con cose meravigliose. In Italia si devono sperimentare cose nuove, la mentalità è vecchia.

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Alessandra Mussolini

Anche il turismo è cambiato. La gente apprezza le nostre qualità, come il cibo. Ma vogliono anche altro. Devi dare ai turisti stranieri quello che vogliono. Bisogna abbandonare la politica vecchia. È importante spingere sul turismo. E sugli imprenditori che hanno delle visioni. Ma qui lo Stato è ostativo e blocca tutto. Sulle risorse ambientali ci si potrebbe spingere oltre. L’Abruzzo ha tante potenzialità. Ha la ricchezza ambientale che non ha nessuno. Si passa dalla montagna al mare. L’obiettivo è migliorarsi sempre. Perché io domani sarò diversa da oggi».

Pescara è da sempre proiettata verso la modernità e il futuro. Lei che idea si è fatta di questa città?

«Pescara è tutta pedonalizzata. C’è solidarietà della gente. E questo manca a Roma. C’è maggiore condivisione. Mi ha fatto piacere stare a Pescara per il tessuto sociale. Mi affaccio sul balcone e guardo da una parte il mare e dall’altra la montagna. Noi veniamo con la macchina. Anche perché da Roma il treno impiega tre ore. Mi piace tanto fare camminate lungomare. Ed è una città fantastica anche per gli esercizi commerciali. Si potrebbe fare anche qualche bella iniziativa che piace ai ragazzi. Noi siamo in continua evoluzione. Non si deve mai dire che abbiamo raggiunto il risultato. Bisogna sempre alzare l’asticella.».

A suo giudizio Marco Marsilio, rieletto da poco Governatore, dove dovrebbe indirizzarsi per fare grande l’Abruzzo?

«Non do consigli. Bisogna rispettare il volere degli elettori, come successo in Sardegna. Credo sia stato un risultato conseguente a quello che lui ha fatto. Se piaci la gente ti vota».

Immagino che per lei impegni istituzionali e professionali si moltiplichino. Quali sono i momenti di relax che riesce a trovare nella sua vita privata?

«I momenti di relax me li creo io. A me piace stare in famiglia e ricavarsi spazi che sono tuoi. Ma quando si va allo stadio, quello non è relax. Non c’è niente che mi agita più dello stadio. Però sono cose belle che uno vive e che pensavo non avrei mai fatto. Ho trasformato la mia auto in un camper per le nostre trasferte. L’ho abbattuta davanti ed ho creato un vano, un lettino. Mi porto dietro la cioccolata calda. E Mauro (suo marito, ndr) guida. È giusto che questo lo facciano gli uomini».

di Daniele Rossi