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La Cicerchiata, la Storia e la Ricetta Abruzzese.

Il Delizioso Dolce Abruzzese Tradizionale

Le Radici Abruzzesi: Un Atlante del 2004 e l’Apicoltura

Nel suggestivo contesto dell’Atlante dei prodotti tradizionali d’Abruzzo del 2004, stilato dall’ARSSA della Regione Abruzzo, si fa risalire l’origine del Dolce Abruzzese Tradizionale alla fervente attività apicola dell’area del Sangro. Questa regione, grazie al suo sviluppo dell’apicoltura, poteva vantare la produzione di miele di eccezionale qualità. Il dolce, con forme a cerchio, sembrerebbe essere nato da questa ricca tradizione, con il suo nome derivante dalle parole dialettali locali utilizzate per indicare appunto le forme circolari. Uno strumento musicale, il vatta-cicerchie o batti-cerchio, aggiunge ulteriore colore e connessione culturale a questa dolce tradizione.

Le Rivendicazioni Umbre: Un Viaggio nelle Epoche Antiche

Un’altra teoria, ancorata a epoche più remote, attribuisce le origini di questo dolce all’Umbria storica. Quest’area geografica, approssimativamente corrispondente all’Umbria a est del Tevere e alle Marche, sarebbe stata la culla da cui il dolce avrebbe successivamente viaggiato, diffondendosi nelle regioni circostanti come Marche, Abruzzo e Molise. Questa prospettiva suggerisce che il dolce, apparentemente abruzzese, possa in realtà avere radici più profonde e variegate.

La C come Simbolo Familiare: Una Storia Napoletana

Un’altra affascinante interpretazione fa risalire le origini di questo dolce a Napoli, evidenziando una connessione con i tradizionali struffoli napoletani. La forma del dolce, che circonda o abbraccia una “C”, in origine simboleggiava la famiglia Corvi. Si narra che questo dolce fu portato da Napoli nella regione dell’entroterra del fiume Sangro, come ad esempio a Roccascalegna. In tempi passati, veniva consumato durante i festeggiamenti di Carnevale, precedendo il periodo di Quaresima. Tuttavia, con il passare del tempo, la pratica di creare la “C” al centro del piatto si perse, dimenticando il simbolismo del cerchio come rappresentazione del ciclo di vita delle festività, in cui Corvo de Corvis moriva e poi rinasceva.

Un’Infusione di Tradizioni Orientali

Curiosamente, nonostante le diverse prospettive regionali e storiche, emerge una connessione comune: il dolce sembra avere chiare origini orientali. Questo tocco esotico aggiunge un fascino ulteriore alla sua storia, suggerendo influenze e connessioni che si estendono oltre i confini regionali.

Un Dolce che Unisce Passato e Presente

In conclusione, il dolce abruzzese in questione è avvolto in un mistero affascinante, con radici che si estendono dalle tradizioni apicole locali, alle antiche terre umbre, fino alle vibranti celebrazioni di Napoli. La sua evoluzione nel tempo e la sua adattabilità alle diverse culture testimoniano la sua natura dinamica e unica. Mentre le diverse interpretazioni possono creare dibattiti sulla sua vera origine, una cosa è certa: questo dolce continua a deliziare le generazioni, rendendo omaggio a un passato ricco di tradizioni e simbolismo.

La Ricetta Abruzzese del dolce di Carnevale:

Le “legge” dice : per ogni uovo un cucchiaio di zucchero e un cucchiaio di olio e 10 g di farina tipo 00

  • 2 uova
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 2 cucchiai di olio evo
  • 200 g di farina tipo 00
  • olio per friggere
  • 10-12 cucchiai di miele
  • codette dolorate
  • qualche mandorla pelata

Procedimento:

In una capiente ciotola, unire lo zucchero alle uova e all’olio, versare la farina e impastare fino a formare un impasto omogeneo.

Formare tante palline piccole come ceci, anche un filino meno, quando si cuoceranno si gonfiano sempre un po’.

Scaldare dell’olio in una padella antiaderente e cuocere le palline fino a completa doratura girandole ogni tanto, (5 minuti circa)

Scolarle su carta assorbente.

Nel frattempo scaldare il miele sempre in una padella antiaderente, appena formera’ la schiumetta , versare l e palline e cuocerle 5-10minuti nel miele, devono caramellare e assorbire il miele.

A questo punto prendere lo stampo che si e’ deciso di utilizzare, bagnarlo oppure bagnare della carta da forno e foderarlo. Versare le palline dargli la forma di una ciambella e farle asciugare. Guarnire con codette colorate e mandorle pelate. Farla raffreddare e gustarla.