Un Natale fra i paraffi di Dickens

Racconti Grafologici di Festività Passate

Benvenuti al Racconto dei Paraffi di Charles Dickens, un viaggio speciale nel mondo natalizio, esplorando il legame unico tra il periodo festivo e la sua firma caratteristica. In questo articolo, ci immergeremo in ‘Un Natale fra i Paraffi di Dickens’, analizzando la grafologia speciale che svela dettagli emozionanti sulla vita e sull’opera dell’autore durante la stagione festiva. Scopriremo come i suoi segni distintivi raccontano storie affascinanti del passato e del presente, offrendoci uno sguardo privilegiato nella mente del celebre scrittore.

Un Natale fra i Paraffi di Dickens guida il lettore dentro una lettura grafologica originale e narrativa.

Charles Dickens e il Natale letterario

Il 17 dicembre 1843 lo scrittore inglese Charles Dickens pubblicava la prima edizione di A Christmas Carol. In italiano, il racconto è noto come Canto di Natale.

L’opera rappresenta uno degli esempi più significativi di Christmas Fiction. Ancora oggi continua a ispirare versioni teatrali e cinematografiche in tutto il mondo. Inoltre, ha generato adattamenti in forma di music-hall, balletti e opere liriche.

(Frontespizio della prima edizione inglese del Canto di Natale, 1843)

Il teatro di Dickens e il Canto di Natale

Il primo a creare una riduzione teatrale del racconto fu lo stesso Dickens. All’età di 45 anni, l’autore attraversò una crisi personale e professionale. In quel periodo decise di rappresentare Canto di Natale in forma di one man show. Usava solo un fondale chiaro e un tavolino per appoggiare il copione. Su quel copione annotava pause, tempi e timbri di voce. Così dava vita a Scrooge, al piccolo Tim, ai tre spiriti e agli altri personaggi.

A Christmas Carol tra passato e coscienza

A Christmas Carol è un racconto sospeso fra passato e presente. Parla di solitudine, disincanto ed errori esistenziali. Inoltre, racconta i segni che tornano a bussare alla porta della coscienza. Sono le pesanti catene che ognuno costruisce nei propri percorsi di vita.

Clicca qui per ascoltare la versione in audio del racconto

In questo percorso, Un Natale fra i Paraffi di Dickens unisce racconto natalizio, firma e memoria personale.

La firma di Charles Dickens

Ma qual era la grafia di Charles Dickens?

Partiamo dalle sue singolari firme. Queste firme sono caratterizzate da numerosi e avvolgenti paraffi sottostanti.

(Firme di Charles Dickens dal 1832 al 1861)

Che cosa sono i paraffi

I paraffi di Charles Dickens aiutano a leggere la firma come un piccolo racconto grafologico. I paraffi sono tanti quanti sono i cervelli che li escogitano, scriveva lo psicologo e grafologo svizzero Max Pulver.

In grafologia il paraffo (anche nella forma al femminile paraffa) indica un segno o svolazzo aggiunto alla firma, spesso come prolungamento del filetto terminale dell’ultima lettera, ma talora anche tracciato dopo la firma, come sottolineatura o cornice di questa.

Deriva dal fr. paraphe, in latino medievale paraffus, riduzione del lat. tardo paragrăphus (segno, paragrafo) indicante la separazione di alcune parti in uno scritto.

Attraverso i paraffi di Charles Dickens, la firma diventa un segno personale, riconoscibile e ricco di informazioni. Il paraffo è quindi un gesto accessorio che completa, arricchisce, abbellisce e rende speciale la firma, assumendo molteplici fogge, dalle più semplici alle più sofisticate e fornendo molte informazioni sullo scrivente.

I paraffi, infatti, sono importantissimi in ambito peritale per definire l’autografia dello scrivente, perché nella maggioranza dei casi sono tratti tipici, peculiari e altamente individualizzanti.

I paraffi di Charles Dickens nella firma

Nei paraffi di Charles Dickens emerge un rapporto intenso tra identità personale e storia familiare.

Le firme di Charles Dickens sono vergate senza interruzione fra nome e cognome, segno di un legame stretto, anche se conflittuale, tra individualità e storia familiare. Nelle prevalenti angolosità del tracciato si legge introversione, razionalità, sofferenza e tensione, in particolare sino alle firme del 1837-1838.

Tracce emotive nei paraffi di Charles Dickens

Traumi e memoria nella grafia di Dickens

Le firme successive acquistano una leggera morbidezza, un probabile fare pace con i traumi del suo passato, seppure l’iniziale del cognome, visibilmente ridotta rispetto al nome, sia da collegare all’immagine interiore della figura paterna. Nel 1824 il padre John Dickens venne recluso per debiti nella prigione della Marshalsea e la famiglia, costretta ad impegnare i propri mobili presso un prestatore, si impoverì ulteriormente.

Il movimento serpentino dei paraffi

Il movimento serpentino dei paraffi è indice di grande vivacità intellettiva, ma anche di ritorno del pensiero ai dispiaceri sofferti; ricordiamo che Charles, per problemi di povertà in famiglia, lavorò undicenne in una fabbrica di lucido da scarpe, la Warren’s Blacking Warehouse, per dieci ore al giorno.

A livello grafologico la zona inferiore di uno scritto è da associare all’inconscio più profondo, lì dove si annida e viene conservata la memoria emotiva dei traumi con le sue ferite, sofferenze e dispiaceri, sede di un enorme archivio biografico.

Tracce emotive nei paraffi di Charles Dickens

I paraffi progressivi che si concludono in tutte le sue firme con un gancio regressivo a sinistra esprimono compensazioni a complessi di inferiorità e meccanismi di difesa che avvolgono e proteggono il vissuto dello scrivente e il suo ruolo sociale.

Le analisi sui paraffi di Charles Dickens mostrano anche tracce profonde del suo vissuto emotivo.

Ferite visibili anche nelle trame grafiche di Dickens, presenti anche in altri campioni di scrittura visionabili in rete

Si vedano, ad esempio, le discendenze sul rigo in questa lettera, datata agosto del 1856 in cui lui si dice molto preoccupato per la notizia della diffusione della difterite che ha letto sulla stampa, spingendolo a mandare i suoi figli in Inghilterra per essere al sicuro.

(lettera di Charles Dickens agosto 1856)

Caratteri grafici riconoscibili anche in una enigmatica lettera scritta dal romanziere in brachigrafia, uno strano alfabeto stenografico antico,
composto di abbreviazioni, simboli e acronimi, decifrata nel febbraio del 2022 da diversi studiosi, anche italiani. Nella lettera vi era la sua protesta contro un giornale per il rifiuto di un’inserzione pubblicitaria.

(La lettera scritta da Dickens in uno strano alfabeto stenografico)

In conclusione, Un Natale fra i Paraffi di Dickens restituisce alla firma dell’autore un valore narrativo, umano e grafologico. Così, Un Natale fra i Paraffi di Dickens diventa anche un viaggio tra grafia, ferite interiori e immaginario natalizio. E fra canti di Natale, svolazzi, paraffi e misteriose grafie un verde speranza augurio grafico a tutti voi lettori.

Un Natale fra i Paraffi di Dickens: Analisi e Storie

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Monica Ferri (grafologa)

La Redazione de La Dolce Vita
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