fbpx

Chi conosce il Vino sa quando deve smettere

Sì, proprio così, è soltanto la Cultura l’unico salvifico deterrente alla piaga dell’alcolismo.

L’Italia, il Paese culturalmente più influente al mondo e del vino, in quanto cultura, ne è il più grande con le sue enormi diversità: oltre cinquecento vitigni, il resto del mondo una quarantina.

Insomma, un’Italia del Vino che gli italiani non conoscono.

Imponente l’ignoranza della conoscenza di questa cultura, malgrado i privati si siano, in questi ultimi anni, attrezzati con Corsi sul Vino e molti autodidatti interessati e aiutati da viaggi in tutto il mondo, contano poco più di 900.000 persone.

I media dal canto loro si affrettano immediatamente a demonizzare il Vino assimilandolo a droghe e alcol della peggiore specie.

È di poco tempo fa che sul grande Tg nazionale abbiamo assistito al pezzo giornalistico sul grave incidente a Roma sulla via Flaminia nel quale sono rimaste uccise due giovani ragazze.

Il servizio era coperto da un filmato di repertorio in cui si vedeva una sala elegante dove veniva effettuata una altrettanto elegante degustazione con magnifici bicchieri tenuti da persone che sapientemente degustavano. Per farla breve, il nostro impegno giornaliero.
Aver colpevolizzato di fatto il vino di qualità con quel messaggio è stato un vero atto di cattivo gusto, per dirla elegantemente.

Il bello è che le radio, le televisioni tutte, trasmettono regolarmente canzoni con un testo che riporta a chiare note: “21 grammi di felicità” (!).

Questo assurdo ci mortifica e ci preoccupa per il pressappochismo becero che non descrive l’Italia come un Paese di Tradizioni millenarie con il primato assoluto di diversità, che non elogia l’Italia per una Cultura del Vino e del Cibo al pari delle grandi Poesie, Architetture, Letterature…

Non mi stupirei se prima o poi, pur di dare le colpe a qualcuno non ci venissero a proibire l’Amatriciana perché fa venire il Diabete…

Eppure i nostri Forum con grandi personalità politiche e di cultura sono stati estremamente convincenti nel testimoniare che il Vino di qualità non incide nel terribile problema dell’alcolismo, neppure un po’.

Tutti sono stati d’accordo da molti anni, Capi di Stato in testa, a lavorare con la scuola e da ogni dove possibile per un distinguo efficace tra i giovani per non identificare il Vino-Cultura con i miscugli blasfemi e deleteri, opera di poveri imbecilli che debbono essere sicuramente aiutati.

Infatti, proprio qui sta una delle risoluzioni di un grave problema: una vera conoscenza del vino che soltanto chi inizia e finisce un percorso didattico, speriamo presto a scuola, ma ora con un Corso per Sommelier di qualità, corsi che oggi vengono frequentati non soltanto da professionisti della ristorazione ma soprattutto da avvocati, medici e gente di mille professioni che testimoniano di cambiare la vita in meglio.

E poi, anche e soprattutto, perché chi conosce il vino sa quando deve smettere.